“Pane e zolfo”. Dal buio della miniera alla luce del cinema
Il cortometraggio di Gillo Pontecorvo del 1956 viene presentato al pubblico nella versione a colori e digitalizzata
Sassoferrato rende omaggio ad una delle pagine più intense della storia sociale marchigiana e italiana, a settant’anni dalla realizzazione del cortometraggio "Pane e Zolfo" di Gillo Pontecorvo e a settantaquattro anni dalla fine dell’occupazione dei “Sepolti Vivi”.
Il Comune di Sassoferrato e l’Associazione culturale “la Miniera” ODV, insieme a Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, promuove domenica 5 luglio una giornata dedicata alla memoria, al cinema e alla valorizzazione del territorio, con la proiezione speciale della nuova versione del corto “Pane e Zolfo” (1956).
Una nuova versione a colori e digitalizzata
Il cortometraggio torna oggi al pubblico grazie all’intervento della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, che ne ha promosso la digitalizzazione realizzata dal laboratorio L’Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna.
Frame da “Pane e Zolfo” a colori
«Restituire al pubblico Pane e zolfo in una nuova veste significa salvaguardare un’opera fondamentale del nostro patrimonio audiovisivo e riattivare la memoria collettiva di una vicenda che appartiene profondamente all’identità delle Marche e del Paese» spiega Andrea Agostini presidente della Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission
Frame da “Pane e Zolfo” a colori
«Questo intervento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione della memoria filmica regionale – continua Agostini – con l’obiettivo di renderla accessibile alle nuove generazioni, rafforzare il legame tra cultura, territorio e industria audiovisiva e contribuire alla promozione di borghi di grande valore storico come Sassoferrato».
Cabernardi: una storia di resistenza corale
Il cortometraggio racconta la vicenda di oltre trecento minatori che nel 1952, per protestare contro l’annuncio di 860 licenziamenti, si barricarono per più di un mese a cinquecento metri sotto la Miniera di zolfo di Cabernardi, allora la più grande d’Europa.
Sepolti vivi uscita – Foto archivio Miniera
All’esterno, compagni e familiari, mogli, madri e sorelle, percorrevano ogni giorno fino a 20 chilometri a piedi per portare sostegno e viveri, mentre i minatori affrontavano estenuanti risalite di cinque ore al buio tra cunicoli e gallerie. Una resistenza corale che non si piegò mai.
La vicenda ebbe grande risonanza nazionale e fu seguita anche dal giovane Gianni Rodari, autore del reportage “Viaggio nella terra dei sepolti vivi”.
“Pane e Zolfo” di Gillo Pontecorvo
All’uscita dei minatori, il regista e sceneggiatore Gillo Pontecorvo documentò la vicenda e ne trasse un’opera di straordinaria forza narrativa e civile, capace di unire le storie individuali dei minatori e delle loro famiglie con il contesto politico e sociale del tempo, restituendo un momento cruciale nella costruzione dei diritti del lavoro in Italia.
Frame da “Pane e Zolfo“
Il filmato, prodotto da Cinelatina, fu realizzato per conto della Camera del lavoro di Ancona, all’interno di un progetto più ampio dedicato alle condizioni dei lavoratori italiani.
Sassoferrato tra memoria e cinema
La giornata di domenica 5 luglio, dedicata alla memoria e alla valorizzazione del borgo marchigiano, si aprirà alle ore 10:30 con “Infra lo sasso e ’l ferro” un itinerario alla scoperta della Sassoferrato medioevale e proseguirà alle 15:30 con le visite guidate alla comunità mineraria “Casa e miniera storie di vita e di lavoro a Cabernardi”.
Successivamente, alle ore 18 presso il Parco Archeominerario di Cabernardi, si aprirà il talk moderato dall’ex vicedirettore del Sole 24 ore Alberto Orioli dal titolo “Voci dalla minera”.
Oltre alla partecipazione delle autorità, prenderanno parte al talk Andrea Agostini presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission, Marco Pontecorvo figlio del celebre regista e Simone Massi, animatore regista ed illustratore che per l’occasione ha concesso un frame dal suo film “Invelle” – prodotto da Minimum Fax Media – come immagine dell’evento.
Frame da “Invelle” di Simone Massi
Spazio poi, alle ore 21:30, all’anteprima della nuova versione di “Pane e Zolfo” di Gillo Pontecorvo e a seguire, verrà proiettato il corto-documentario “Macchina Continua” di Ruben Gagliardini, dedicato alla storia della cartiera di Fabriano.
Frame da “Macchina continua” di Ruben Gagliardini
Un appuntamento che unisce simbolicamente le due opere in un ideale passaggio del testimone tra la crisi mineraria del Novecento e il presente dell’industria locale.
«Celebrare il 5 luglio significa custodire la memoria di Cabernardi e di una comunità che ha scritto una pagina importante della storia del lavoro e dei diritti», dichiara Maurizio Greci sindaco di Sassoferrato.
Calcaroni, foto di Igor Guerrini
«A settant’anni da Pane e Zolfo, rendiamo omaggio a Gillo Pontecorvo e a un’opera che continua a raccontare con straordinaria forza l’identità del nostro territorio – continua Greci – La collaborazione con Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission rappresenta un importante riconoscimento e un’opportunità per promuovere sempre più Cabernardi come luogo di memoria, cultura e futuro».
Inizia il 17 luglio la rassegna di cinema all'aperto a Monte Giberto (FM), realizzata con il patrocinio di Marche Film Commission. L'appuntamento si inserisce nel panorama delle attività volte alla diffusione della cultura cinematografica e alla valorizzazione del territorio attraverso il mezzo audiovisivo.
Ha preso ufficialmente il via la 7° edizione di CineFortunae – Capolavori Restaurati by the Sea, la rassegna che porta la magia della settima arte dove di solito non si vede: dalle spiagge ai cortili, dalle piazze alle darsene, fino alle librerie e persino all'interno del contesto aziendale. Organizzato dall’Associazione La Locura, con il contributo del Comune di Fano – Assessorato al Turismo e ai Grandi Eventi, il main partner culturale della Cineteca di Bologna e il patrocinio di Fondazione Marche Cultura - Marche Film Commission , il festival propone quest’anno un viaggio straordinario che attraversa oltre un secolo di storia del cinema.
Riflettori puntati sul Palazzo Ducale, ad Urbino, per le riprese del del nuovo docufilm "Il furto di Urbino" diretto da Alice Ierinò e prodotto da Wazoo Srl raccontato attraverso la voce narrante di Natasha Stefanenko. Il progetto è realizzato con il sostegno di Regione Marche PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission.
Tutto esaurito per la giornata che domenica 5 luglio Sassoferrato ha dedicato a "Pane e Zolfo", il cortometraggio di Gillo Pontecorvo che racconta l’epica vicenda dei minatori di Cabernardi. Un appuntamento che ha richiamato cittadini, turisti, discendenti, appassionati e istituzioni, confermando il forte legame del territorio con la propria storia e il grande interesse per la riscoperta del patrimonio cinematografico marchigiano.
Quattro serate, dal 9 al 30 luglio 2026, dedicate a film girati e prodotti nelle Marche con ospiti del mondo del cinema e degustazioni di Verdicchio. Il cinema incontra il territorio, la cultura incontra il Verdicchio. Nasce così "Cinema & Verdicchio", la prima rassegna cinematografica estiva dedicata al cinema marchigiano promossa dal Comune di Staffolo, con il patrocinio di Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, in collaborazione con il Comitato per la Valorizzazione del Verdicchio.
Sassoferrato rende omaggio ad una delle pagine più intense della storia sociale marchigiana e italiana, a settant’anni dalla realizzazione del cortometraggio "Pane e Zolfo" di Gillo Pontecorvo e a settantaquattro anni dalla fine dell’occupazione dei “Sepolti Vivi”. Il Comune di Sassoferrato e l’Associazione culturale “la Miniera” ODV, insieme a Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, promuove domenica 5 luglio una giornata dedicata alla memoria, al cinema e alla valorizzazione del territorio, con la proiezione speciale della nuova versione del corto “Pane e zolfo” (1956).