Giornata Mondiale del Cinema Italiano: 5 film girati nelle Marche
Dalla costa all'entroterra, da Nord a Sud: un viaggio cinematografico tra gli ultimi film girati nelle province marchigiane
Il 20 gennaio si celebra la Giornata Mondiale del Cinema Italiano, un'occasione speciale per valorizzare la produzione cinematografica del nostro Paese e il suo indissolubile legame con i territori.
Le Marche, con la loro straordinaria varietà di paesaggi che spaziano dalla Riviera Adriatica agli Appennini, dai borghi medievali alle città d’arte, rappresentano da sempre un set naturale di grande fascino per registi e produttori.
Quest’anno vogliamo celebrare questa giornata raccontando cinque film che hanno scelto le nostre province come scenario delle loro storie, dimostrando come ogni angolo della regione possa trasformarsi in protagonista cinematografico. Un viaggio attraverso tutte e cinque le province marchigiane, dove la settima arte incontra la bellezza del territorio.
Perché il 20 gennaio: un omaggio a Federico Fellini
La Giornata Mondiale del Cinema Italiano è stata istituita nel 2019 su iniziativa delle Commissioni Affari Esteri e Cultura della Camera dei Deputati, con la prima celebrazione ufficiale nel 2020. La scelta di questa data non è casuale.
Il 20 gennaio è l’anniversario della nascita di Federico Fellini, il maestro riminese nato in questo giorno nel 1920, che ha ridefinito il linguaggio cinematografico mondiale con capolavori immortali come “La dolce vita”, “8½”, “La strada” e “Amarcord”.
L’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: da un lato celebrare i grandi maestri del cinema italiano che hanno portato il nome dell’Italia nel mondo, dall’altro promuovere la cinematografia emergente e sostenere i giovani autori. La ricorrenza ha come scopo la promozione all’estero della produzione cinematografica italiana di qualità, attraverso la rete diplomatico-consolare e gli Istituti italiani di cultura.
La prima edizione, dedicata al centenario della nascita di Fellini, ha voluto rendere omaggio a uno dei cineasti più premiati della storia: l’unico italiano ad aver vinto cinque Oscar, di cui quattro per i suoi film e uno alla carriera. Fellini rappresenta l’essenza stessa del cinema italiano, capace di raccontare l’anima del nostro Paese attraverso un linguaggio universale che continua a ispirare generazioni di registi in tutto il mondo.
Questa giornata è quindi un momento per riflettere sul valore culturale del cinema italiano, sul suo impatto internazionale e sulla sua capacità di continuare a innovare e raccontare storie che parlano al cuore di tutti.
IO E TE DOBBIAMO PARLARE – Ancona
La commedia diretta e interpretata da Alessandro Siani insieme a Leonardo Pieraccioni racconta la storia di Antonio e Pieraldo, due improbabili agenti di polizia legati da un sodalizio professionale e da una complessa famiglia allargata. Antonio è l’ex marito di Matilde (Brenda Lodigiani), ora compagna di Pieraldo, mentre Maria, la figlia di Antonio, vive con la madre e il suo collega. A complicare ulteriormente le dinamiche c’è Sara (Francesca Chillemi), l’affascinante poliziotta con cui Antonio potrebbe avere un futuro.
I due protagonisti sono completamente agli antipodi: Antonio sogna azione e avventure all’americana, mentre Pieraldo preferisce la tranquillità della sua scrivania con stufetta incorporata. La loro esistenza apparentemente troppo tranquilla per due poliziotti viene stravolta quando si trovano a dover affrontare un vero crimine, un caso intricato e pericoloso che, fra colpi di scena e sfide contro il tempo, cambierà le loro vite per sempre.
Le riprese si sono svolte nel capoluogo marchigiano, valorizzando sia il lungomare che il centro storico di Ancona. La città dorica ha offerto le sue location più iconiche, dal porto al Passetto, diventando parte integrante della narrazione. La scelta di Ancona non è casuale: la città rappresenta un crocevia perfetto tra modernità e tradizione, un equilibrio che si riflette nel contrasto tra i due protagonisti e nelle dinamiche della loro improbabile partnership.
La produzione ha potuto beneficiare della varietà urbanistica della città, che alterna scorci sul mare a piazze storiche e architetture contemporanee, offrendo al pubblico un ritratto autentico della realtà anconetana. Il film rappresenta l’incontro tra due delle commedie italiane più amate, unendo gli stili di Siani e Pieraccioni in un’opera che indaga con ironia i rapporti umani, la famiglia allargata e i valori, il tutto sullo sfondo della bellezza marchigiana.
NEVE – Fermo
Il film di Simone Riccioni racconta la storia di Neve, una bambina di 10 anni che affronta con straordinaria forza interiore le difficoltà della vita, dal bullismo scolastico alla ricerca di un proprio posto nel mondo. La madre Marta, desiderosa di offrirle nuove opportunità, la iscrive a un workshop teatrale tenuto da Leonardo Morino, un attore di 35 anni che sta attraversando un momento di crisi professionale.
L’incontro tra la piccola Neve e Leonardo dà vita a una relazione inaspettata che trasformerà entrambi, esplorando temi universali come i legami umani, la perdita, i sogni e soprattutto l’amore che supera le differenze.
Ambientato anche nella provincia di Fermo, in particolare a Moresco, il film trasforma il territorio in un vero protagonista della narrazione. Le colline e i borghi dell’entroterra fermano creano un’atmosfera sospesa e suggestiva, dove il paesaggio rurale diventa lo specchio del mondo interiore dei personaggi.
Le location scelte hanno permesso al regista di costruire un’ambientazione autentica, valorizzando gli scenari meno conosciuti delle Marche. Il film rappresenta un esempio virtuoso di come il cinema possa affrontare tematiche attuali e delicate come il bullismo e il cyberbullismo, utilizzando la bellezza del paesaggio marchigiano per raccontare una storia di speranza e rinascita che parla al cuore di tutte le generazioni.
L’OMBRA DEL GIORNO – Ascoli Piceno
Giuseppe Piccioni, regista ascolano già autore del cult “Il grande Blek“, firma questo intenso dramma ambientato negli anni Trenta ad Ascoli Piceno, una delle città più affascinanti delle Marche.
Il protagonista è Luciano (Riccardo Scamarcio), un ristoratore dall’andatura claudicante a causa di una ferita della Grande Guerra, che osserva dalla vetrina del suo locale lo scorrere della vita nella piccola città. Fascista a modo suo, preferisce rimanere in disparte dedicandosi con scrupolo al suo ristorante, convinto che «il lavoro è lavoro». La sua esistenza tranquilla viene stravolta dall’arrivo di Anna (Benedetta Porcaroli), una giovane donna che chiede timidamente lavoro.
Tra i due nasce un sentimento inaspettato, ma Anna nasconde un segreto che metterà in crisi le certezze del protagonista proprio mentre il mondo intorno a loro comincia a mostrare le prime crepe.
Ascoli Piceno, con il suo centro storico rinascimentale perfettamente conservato, ha offerto scenari ideali per ricreare l’atmosfera dell’epoca. Piazza del Popolo, considerata uno dei salotti d’Italia più belli, e le strade lastricate del centro hanno fatto da sfondo alle vicende del protagonista. La vetrina del ristorante da cui Luciano osserva il mondo diventa un elemento simbolico della narrazione, incorniciando la vita quotidiana di una provincia italiana alla vigilia della tragedia.
La città delle cento torri ha dimostrato ancora una volta la sua vocazione cinematografica, già sperimentata in altre produzioni. La capacità del tessuto urbano ascolano di trasportare lo spettatore in altre epoche storiche, grazie alla sua architettura armoniosa in travertino, ha reso possibile una ricostruzione fedele e suggestiva degli anni Trenta.
Il film ha ricevuto diverse candidature ai David di Donatello, portando il nome di Ascoli Piceno sugli schermi di tutta Italia e confermando come il cinema possa raccontare la Storia attraverso le storie individuali, utilizzando la bellezza del patrimonio architettonico marchigiano.
LEOPARDI & CO – Macerata
Il film racconta la storia di David (Jeremy Irvine, già protagonista della serie spin-off “Outlander – Blood of my blood“), un giovane attore americano popolare per una serie tv in cui interpreta un pompiere, ma che sogna il grande schermo. Superficiale e poco impegnato, viene mandato dalla sua agente (interpretata dal Premio Oscar Whoopi Goldberg) in Italia convinto di dover interpretare un biopic su Casanova. Si ritrova invece a Recanati sul set di “Giacomo in Love“, un film d’autore sulla vita sentimentale di Giacomo Leopardi, poeta di cui ignora completamente l’esistenza.
Per salvare la produzione viene assunta Silvia (Denise Tantucci), giovane proprietaria di un locale di poesia e grande conoscitrice di Leopardi. Tra i due, culturalmente e caratterialmente agli antipodi – lui yankee, materialista e superficiale, lei appassionata, colta e sensibile – nasce inizialmente un’incompatibilità totale.
Ma gli opposti finiscono per attrarsi: Silvia porta David nel mondo di Leopardi, avvicinandolo ai suoi dolori e alla sua visione del mondo, mentre entrambi trovano l’uno nell’altra le risposte che potrebbero colmare il vuoto nascosto nelle loro anime. Una storia d’amore che si snoda lungo la realizzazione del film, affrontando con leggerezza temi poetici legati al grande poeta recanatese.
Le riprese, dirette dalla regista marchigiana Federica Biondi, hanno toccato i luoghi leopardiani per eccellenza nella provincia di Macerata: Recanati, con la sua piazza del Sabato del villaggio, Palazzo Leopardi e il Colle dell’Infinito: luoghi dell’anima che hanno ispirato alcune delle più celebri poesie della letteratura mondiale. Il film intreccia sapientemente la commedia romantica con l’eredità culturale del territorio, mostrando come il passato ricco di arte e poesia possa ancora offrire ispirazione e supporto alla contemporaneità.
La commedia romantica, insieme ad altri progetti che hanno raccontato sotto diversi punti di vista il genio di Leopardi – da “Il giovane favoloso” di Mario Martone alla serie tv per la RAI diretta da Sergio Rubini, “Leopardi – Il poeta dell’Infinito“, la provincia di Macerata si conferma custode di un patrimonio culturale straordinario, dove letteratura e cinema si incontrano per celebrare un’eredità immortale e per raccontare come l’amore e la poesia possano ancora cambiare le persone, facendole incontrare esattamente a metà strada tra passato e presente.
I COLORI DELLA TEMPESTA – Pesaro-Urbino
Presentato in concorso al Bari International Film Festival 2025 nella sezione Cinema Italiano, il film racconta la straordinaria storia vera di Pasquale Rotondi, il “Monument Man” italiano che durante la Seconda guerra mondiale salvò circa 10.000 opere d’arte dai bombardamenti e dalle razzie tedesche, tra cui “La Tempesta” di Giorgione e “La Cena di Emmaus” di Caravaggio.
Nel 1939, l’Operazione Salvataggio organizzata dal Ministro dell’Educazione Bottai affida al giovane soprintendente delle Marche l’incarico di nascondere nel Montefeltro le opere d’arte più importanti d’Italia. Dopo aver setacciato il territorio, Rotondi (Simone Liberati) individua nella Rocca di Sassocorvaro e nel Palazzo dei Principi di Carpegna i nascondigli ideali, dove confluiscono tesori da Venezia, Milano, Roma.
Dopo l’8 settembre 1943, con il ministero trasferito al nord sotto la Repubblica Sociale e il famigerato Kunstschutz delle SS incaricato di trafugare opere per Hitler e Göring, Rotondi si ritrova solo, senza mezzi né autorità. Con l’aiuto della moglie Zea, dell’autista Augusto e pochi custodi, deve difendere il più grande concentramento di opere d’arte mai accumulato in secoli di storia.
La provincia di Pesaro-Urbino è protagonista assoluta del film, con la Rocca di Sassocorvaro e il Palazzo dei Principi di Carpegna che diventano i veri custodi del patrimonio artistico italiano. Il territorio del Montefeltro, con le sue fortificazioni rinascimentali e i borghi storici, ha offerto location autentiche per ricostruire questa pagina eroica ma dimenticata della nostra storia. Mentre Urbino, Patrimonio UNESCO, rappresenta simbolicamente quella bellezza che Rotondi ha rischiato la vita per proteggere.
Le Marche, set naturale di straordinaria bellezza e versatilità
Questi cinque film rappresentano solo una parte della ricca tradizione cinematografica marchigiana. In occasione della Giornata Mondiale del Cinema Italiano, celebriamo il legame indissolubile tra la nostra regione e la settima arte, un connubio che continua a produrre opere di valore e a promuovere il territorio oltre i confini nazionali.
Dalla commedia al dramma storico, dal cinema d’autore a quello di genere, ogni provincia ha contribuito con le proprie peculiarità a costruire un patrimonio cinematografico di cui andare orgogliosi.
Buona Giornata Mondiale del Cinema Italiano!
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Marche Film Commission, in collaborazione con il XXI Festival di Cortinametraggio, offre ai registi nati o residenti nella nostra regione la possibilità di far conoscere il proprio lavoro agli addetti ai lavori e al grande pubblico, con l’opportunità concreta di partecipare alla XXI edizione del festival che si terrà a Cortina d’Ampezzo dal 23 al […]
In occasione della Giornata Mondiale del Cinema Italiano del 20 gennaio, celebriamo cinque produzioni cinematografiche che hanno scelto le Marche come location: "Io e te dobbiamo parlare" di Alessandro Siani girato ad Ancona, "Neve" di Simone Riccioni ambientato a Fermo, "L'ombra del giorno" di Giuseppe Piccioni che ha valorizzato Ascoli Piceno, "Leopardi & Co" nella provincia di Macerata e "I colori della tempesta" tra Pesaro e Urbino. Un patrimonio cinematografico che dimostra la versatilità del territorio marchigiano.
Il 23 gennaio 2026 il Cinema Goldoni di Ancona ospita l'anteprima di "A se stesso", film d'esordio di Ekaterina Khudenkikh con Natasha Stefanenko, François-Eric Gendron ed Enrico Oetiker. La proiezione sarà preceduta da un talk con la regista, gli attori e il produttore Angelo Antonucci. Il film, girato interamente nelle Marche con il supporto della Marche Film Commission, ha già vinto tre premi internazionali.
Sabato 17 gennaio il CinemAzzurro di Ancona ospita Matteo Oleotto. Il regista presenta "Ultimo Schiaffo", dark comedy ambientata in un villaggio minerario friulano che ribalta i cliché natalizi. Doppio incontro con il pubblico marchigiano alle ore 18:30 e 20:30.
Il casting si tiene venerdì 23 gennaio ad Ancona. Le riprese sono previste nei mesi di maggio e giugno 2026, nella provincia di Ancona, sul Monte Conero e a Sant'Elpidio a Mare (FM).
"A se stesso", esordio alla regia di lungometraggio della regista e sceneggiatrice Ekaterina Khudenkikh, ha vinto la sezione lungometraggi al 79° Festival Internazionale del Cinema di Salerno. Il film, prodotto da Angelo Antonucci per Elite Group International con il sostegno di Marche Film Commission e girato interamente in Italia, vede protagonisti François-Eric Gendron, Natasha Stefanenko e Enrico Oetiker in una riflessione poetica su mortalità, rimpianto e riconciliazione.