Il docufilm “142 secondi” selezionato al Trento Film Festival
Dieci anni dopo il terremoto del Centro Italia, le montagne marchigiane parlano nel silenzio di chi è rimasto
Il racconto marchigiano del sisma tra memoria, territorio e rinascita.
Il documentario 142 secondi – Il battito della terra del giornalista ascolano Simone Alessandrini diretto da Alessandro Beltrame, è stato selezionato ufficialmente alla 74ª edizione del Trento Film Festival,tra le più prestigiose rassegne internazionali dedicate alla montagna, all’esplorazione e all’ambiente, in programma a Trento dal 24 aprile al 3 maggio.
Una scena del docufilm “142 secondi”
«La selezione al Trento Film Festival rappresenta un riconoscimento importante per un’opera che porta con sé uno sguardo profondamente marchigiano, capace di unire sensibilità autoriale, rigore giornalistico e attenzione civile – dichiara Andrea Agostini presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission – A dieci anni dal sisma, il documentario di Simone Alessandrini restituisce voce e dignità ai territori colpiti dal terremoto, contribuendo a rinnovare il racconto di una ferita ancora aperta ma anche di una comunità che non ha smesso di vivere, resistere e immaginare il domani. Un risultato che conferma la qualità dei talenti marchigiani e la capacità di misurarsi con temi complessi attraverso uno sguardo maturo, consapevole e civile. È anche la dimostrazione di quanto il nostro territorio sappia esprimere professionalità in grado di trasformare la memoria in racconto, e il racconto in una testimonianza preziosa per il presente e per il futuro».
Un racconto umano, tra natura e testimonianze
Lungo un percorso che attraversa l’area di Arquata del Tronto, dai borghi fino al Monte Vettore e al rifugio Tito Zilioli, il film costruisce una narrazione intensa e profondamente umana. Il racconto si intreccia con le testimonianze di chi è rimasto, uomini e donne che hanno scelto di continuare a vivere in questi luoghi, e con materiali di archivio realizzati da fotografi e videomaker nei mesi successivi alle scosse.
Ne emerge un mosaico di memoria visiva che dialoga con il presente, superando la sola dimensione dell’emergenza per restituire la complessità e la vitalità di un territorio che, pur segnato dal sisma, conserva identità, forza e prospettiva. È da questa consapevolezza che nasce il progetto:
«Le montagne non crollano solo quando tremano: a volte scompaiono quando smettiamo di raccontarle – racconta Simone Alessandrini – Ho voluto raccontare la vita di tutti i giorni lontano dai riflettori, di quella parte di Appennino colpito dal sisma del 2016, dove i rifugi sono ancora in gran parte in ricostruzione e il racconto non può che passare dal quotidiano atto di coraggio di chi qui ha ricostruito, pezzo dopo pezzo, la propria vita. Questo documentario è un atto di restituzione: una luce accesa a dieci anni dal sisma che ha colpito le nostre zone, per raccontare nel profondo un territorio in cui il termine resilienza non è uno slogan, ma una scelta, in cui le persone parlano con le montagne, come parte di un unico ecosistema».
Le fotografie in mostra
Accanto alla proiezione del documentario, al Trento Film Festival verrà inoltre inaugurata una mostra patrocinata dalla Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, che resterà aperta per tutta la durata della manifestazione. L’esposizione presenterà fotografie tratte dal film e dal backstage, offrendo al pubblico uno sguardo ulteriore e complementare sul progetto e sul tema affrontato, in un dialogo continuo tra immagine, memoria e racconto del territorio.
Il giornalista Simone Alessandrini, ideatore del docufilm
Il documentario è realizzato anche grazie al supporto di brand leader del settore outdoor come AKU, Montura e Ferrino, con la collaborazione del BIM Tronto presieduto da Luigi Contisciani, coinvolto nel racconto e da sempre impegnato nella valorizzazione delle iniziative culturali legate al non abbandono dei sentieri dell’Appennino colpiti dal sisma, tra cui il Festival dell’Appennino.
Inizia il 17 luglio la rassegna di cinema all'aperto a Monte Giberto (FM), realizzata con il patrocinio di Marche Film Commission. L'appuntamento si inserisce nel panorama delle attività volte alla diffusione della cultura cinematografica e alla valorizzazione del territorio attraverso il mezzo audiovisivo.
Ha preso ufficialmente il via la 7° edizione di CineFortunae – Capolavori Restaurati by the Sea, la rassegna che porta la magia della settima arte dove di solito non si vede: dalle spiagge ai cortili, dalle piazze alle darsene, fino alle librerie e persino all'interno del contesto aziendale. Organizzato dall’Associazione La Locura, con il contributo del Comune di Fano – Assessorato al Turismo e ai Grandi Eventi, il main partner culturale della Cineteca di Bologna e il patrocinio di Fondazione Marche Cultura - Marche Film Commission , il festival propone quest’anno un viaggio straordinario che attraversa oltre un secolo di storia del cinema.
Riflettori puntati sul Palazzo Ducale, ad Urbino, per le riprese del del nuovo docufilm "Il furto di Urbino" diretto da Alice Ierinò e prodotto da Wazoo Srl raccontato attraverso la voce narrante di Natasha Stefanenko. Il progetto è realizzato con il sostegno di Regione Marche PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission.
Tutto esaurito per la giornata che domenica 5 luglio Sassoferrato ha dedicato a "Pane e Zolfo", il cortometraggio di Gillo Pontecorvo che racconta l’epica vicenda dei minatori di Cabernardi. Un appuntamento che ha richiamato cittadini, turisti, discendenti, appassionati e istituzioni, confermando il forte legame del territorio con la propria storia e il grande interesse per la riscoperta del patrimonio cinematografico marchigiano.
Quattro serate, dal 9 al 30 luglio 2026, dedicate a film girati e prodotti nelle Marche con ospiti del mondo del cinema e degustazioni di Verdicchio. Il cinema incontra il territorio, la cultura incontra il Verdicchio. Nasce così "Cinema & Verdicchio", la prima rassegna cinematografica estiva dedicata al cinema marchigiano promossa dal Comune di Staffolo, con il patrocinio di Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, in collaborazione con il Comitato per la Valorizzazione del Verdicchio.
Sassoferrato rende omaggio ad una delle pagine più intense della storia sociale marchigiana e italiana, a settant’anni dalla realizzazione del cortometraggio "Pane e Zolfo" di Gillo Pontecorvo e a settantaquattro anni dalla fine dell’occupazione dei “Sepolti Vivi”. Il Comune di Sassoferrato e l’Associazione culturale “la Miniera” ODV, insieme a Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, promuove domenica 5 luglio una giornata dedicata alla memoria, al cinema e alla valorizzazione del territorio, con la proiezione speciale della nuova versione del corto “Pane e zolfo” (1956).