Animazione marchigiana a Venezia 83: Mori e Massi protagonisti
Alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia due cortometraggi raccontano il talento dell'animazione delle Marche: "Sasso, carta, forbici" di Virginia Mori e "Il senso della terra" di Alessandro Ingaria e Simone Massi
Dal 2 al 12 settembre, la 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia ospita due cortometraggi che portano la firma dell'animazione marchigiana: "Sasso, carta, forbici" di Virginia Mori, in concorso a Orizzonti Corti, e "Il senso della terra" di Alessandro Ingaria e Simone Massi, fuori concorso a Orizzonti. Due opere diverse per linguaggio e temi, che confermano l'animazione come fiore all'occhiello della filiera audiovisiva delle Marche.
Dal 2 al 12 settembre, la 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ospita due cortometraggi che portano la firma dell’animazione marchigiana: “Sasso, carta, forbici” di Virginia Mori, in concorso a Orizzonti Corti, e “Il senso della terra” di Alessandro Ingaria e Simone Massi, fuori concorso a Orizzonti.
Non è un caso isolato. Come ha dichiarato Andrea Agostini, presidente di Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, commentando la selezione veneziana:
«Vedere il lavoro di Simone Massi e di Virginia Mori arrivare a Venezia è per noi la conferma che il cinema d’animazione è il fiore all’occhiello della filiera audiovisiva marchigiana, un patrimonio che sosteniamo anche attraverso Animarche, il distretto dedicato agli autori e alle autrici del nostro territorio».
Due opere diverse per linguaggio, tecnica e temi, che raccontano però la stessa cosa: la capacità delle Marche di far crescere autori capaci di parlare al mondo.
“Sasso, carta, forbici” di Virginia Mori: il luna park come rito di passaggio
In anteprima mondiale e in concorso nella sezione Orizzonti Corti, “Sasso, carta, forbici” (titolo internazionale: “Rock, Paper, Scissors”) porta la firma di Virginia Mori, regista e illustratrice che vive e lavora tra Pesaro e Milano. Nove minuti, senza dialoghi, il film è ambientato in un luna park e segue una giornata trascorsa tra un gruppo di amici: attraverso i gesti e le attrazioni vissute dai protagonisti, le complessità del loro rapporto vengono esplorate con toni che virano dall’ironico al grottesco, fino ad alludere a veri e propri riti di iniziazione che segnano il passaggio all’età adulta.
Un fotogramma di “Sasso, carta, forbici” di Virginia Mori
Come racconta la stessa Mori, il luna park non è un fondale colorato scelto per ragioni estetiche, ma una metafora della condizione umana: un luogo dove paura e divertimento convivono, e dove tutti i personaggi si muovono come interpreti di uno spettacolo catartico. Il film non offre risposte, ma si dissolve in una stratificazione di interpretazioni che lascia allo spettatore il compito di ricostruire il senso di ciò che vede: le scene chiave, compreso il momento centrale della storia, non sono mai mostrate esplicitamente, e il pubblico è chiamato a immaginare il prima e il dopo.
È inoltre la prima opera a colori di Virginia Mori, che sceglie una palette di pastelli tenui per costruire un contrasto tra l’estetica rassicurante dell’ambientazione e l’atmosfera più cupa della storia, senza mai perdere l’umorismo nero che attraversa il suo lavoro. Anche la colonna sonora, firmata da Fabio Partisani, nasce in dialogo stretto con l’animazione, sviluppata parallelamente al film fin dalla fase dei primi test di movimento.
Dal punto di vista tecnico, “Sasso, carta, forbici” è un lavoro artigianale a tecnica mista: sfondi disegnati a mano su carta e animazione digitale realizzata frame by frame, per un risultato che conserva tutta la matericità del disegno originale. Al fianco di Mori, autrice unica di regia, sceneggiatura e animazione, hanno lavorato un piccolo team di collaboratori tra cui Magda Guidi per l’animazione aggiuntiva e le coloriste Carola Pignati, Viola Mancini e Anna Ferrandes.
Il cortometraggio è una coproduzione italo-francese: a firmarla sono Withstand Film, casa di produzione indipendente fondata a Milano nel 2012 da Davide Ferazza — nel cui catalogo figurano altri titoli di autori marchigiani come “The Wait of May” di Simone Massi e lo stesso “Haircut” di Virginia Mori — e Miyu Productions, realtà francese fondata nel 2009 da Emmanuel-Alain Raynal e Pierre Baussaron, che nel proprio catalogo può vantare titoli come “27” di Flora Anna Buda (Palma d’Oro e Cristal ad Annecy 2023) e “Chicken for Linda!” (Premio César 2024 come miglior film d’animazione).
Pesarese di nascita, Virginia Mori si è formata in animazione e illustrazione all’Istituto Statale d’Arte di Urbino, dove ha coltivato un immaginario distintivo costruito su matita, china e penna a sfera. Nel 2008 ha vinto il premio SRG idee suisse all’Annecy Call for Project, riconoscimento che le ha permesso di realizzare il suo primo cortometraggio, “Il gioco del silenzio”, accolto con nomination e premi in festival internazionali.
Nel 2011 si è aggiudicata il prestigioso premio dell’Abbaye de Fontevraud per il progetto “Haircut”, poi selezionato ad Annecy e in numerosi festival internazionali. In parallelo, Mori lavora come illustratrice freelance per marchi come Valentino, Gucci, Fendi, Sammontana, Mini e Tod’s.
“Il senso della terra” di Alessandro Ingaria e Simone Massi: la memoria del mare
Sempre in anteprima mondiale, ma nella sezione Orizzonti – Fuori Concorso, trova spazio “Il senso della terra“, cortometraggio diretto da Alessandro Ingaria e Simone Massi che intreccia la forza evocativa dell’animazione con la concretezza del cinema dal vero.
Liberamente ispirato alle operazioni di identificazione dei migranti morti nel Mediterraneo e rimasti senza nome, il film racconta una dottoressa che, durante l’esame autoptico del corpo di un giovane migrante, rinviene un piccolo sacchetto di plastica contenente una sostanza misteriosa: da quel momento la donna rivive simbolicamente il viaggio del ragazzo, condividendone paure, speranze e sofferenze.
Uno sguardo intimo, poetico e profondamente umano su una delle tragedie più silenziose del nostro tempo, portato in scena da un cast che comprende Valentina Carnelutti nel ruolo della dottoressa, Sebastiano Kiniger, Beatrice Elena Festi e Shukuru Zanon, con le riprese live action realizzate tra Bolzano, Trento e Torino per la regia di Alessandro Ingaria, regista piemontese.
A dare al film la sua cifra espressiva più riconoscibile è la componente animata, ideata e diretta da Simone Massi, maestro dell’animazione originario di Pergola (PU), e coordinata insieme a un piccolo team che comprende l’animatrice Tamara Tantalo e l’inchiostratore Anthony Valenti Pettino.
“Il senso della terra” è prodotto da Alberto Favruzzo e Martin Alan Tranquillini per Abisso Studio, con il sostegno del Ministero della Cultura, di IDM Film & Music Commission Südtirol, Trentino Film Commission e Piemonte Film Commission, e con il patrocinio di Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission.
«La selezione alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia rappresenta per noi un grande onore e un’importante responsabilità – dichiara la casa di produzione Abisso Studio – Il senso della terra nasce dal desiderio di restituire dignità e memoria a chi ha perso la vita nel Mediterraneo senza poter essere riconosciuto. Attraverso l’incontro tra il linguaggio dell’animazione di Simone Massi e il cinema dal vero di Alessandro Ingaria, abbiamo cercato di realizzare un’opera capace di parlare al cuore degli spettatori e di mantenere viva l’attenzione su una tragedia ancora profondamente attuale».
Il film sarà inoltre distribuito in tutta Italia grazie alla collaborazione con EMERGENCY, che dal 2022 è impegnata nella ricerca e soccorso nel Mediterraneo con la nave Life Support: attraverso la circuitazione del cortometraggio, l’organizzazione intende mantenere alta l’attenzione su uno dei drammi umanitari più urgenti del nostro tempo. Il progetto aderisce inoltre ai principi della campagna R1PUD1A, condividendone il messaggio di pace, dialogo e cessazione di ogni conflitto.
L’autore
Nato nel 1970 da una famiglia contadina, Simone Massi ha costruito negli anni una delle voci più originali e premiate dell’animazione italiana, grazie a una tecnica di incisione a graffio che lui stesso ha messo a punto lavorando su “La memoria dei cani”: un procedimento che sottrae materia e colore al fotogramma per “scavare nel nero fino a raggiungere il bianco”, generando immagini di rara forza espressiva e un bianco e nero che è ormai la sua firma.
Da “Nuvole e mani” a “Tengo la posizione”, da “Animo resistente” a “Dell’ammazzare il maiale”, fino al lungometraggio d’esordio “Invelle” (2023, selezionato a Orizzonti al 80^ Festival del Cinema di Venezia), il cinema di Massi torna costantemente su memoria, giustizia sociale e civiltà contadina scomparsa, in un dialogo dichiarato con autori come Pavese e Borges, Tarkovsky e Fellini. Un percorso che gli è valso un David di Donatello, tre Nastri d’Argento, il premio Flaiano e, nel 2012, una retrospettiva a lui interamente e la sezione a Orizzonti alla Mostra di Venezia, per la quale ha firmato anche le sigle di apertura dal 69° al 73° festival.
Un’annata che conferma le Marche come terra di cinema
Accanto ai due cortometraggi d’animazione, la presenza marchigiana alla Mostra si completa con altri due titoli di rilievo: “Balcanica“, opera prima del regista di San Costanzo Nicola Sorcinelli con Matilda De Angelis, unico titolo italiano in concorso alle Giornate degli Autori, e “Il mestiere” di Beppe Tufarulo con Luigi Lo Cascio, girato anche nel territorio della Vallesina e presentato fuori concorso nella sezione Notti Veneziane.
Quattro opere diverse per linguaggio e ambizione, ma unite da un filo comune: la capacità delle Marche di attrarre produzioni di qualità e di far crescere, sostenere e accompagnare i propri autori fino ai palcoscenici più importanti del cinema internazionale.
Marche Film Commissionper il sostegno al cinema e all’audiovisivo
Film GuideConsulta l'archivio delle opere audiovisive
Production GuideRicerca le professionalità locali e le imprese di settore per le tue produzioni
Alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia (2-12 settembre) le Marche sono rappresentate da quattro opere, due delle quali di animazione: "Sasso, carta, forbici" di Virginia Mori, cortometraggio in concorso a Orizzonti Corti sul rito di passaggio dell'adolescenza, e "Il senso della terra" di Alessandro Ingaria e Simone Massi, fuori concorso a Orizzonti, che intreccia animazione e riprese dal vivo per raccontare la memoria dei migranti dispersi nel Mediterraneo, distribuito con il sostegno di EMERGENCY. Un accenno a "Balcanica" del regista marchigiano Nicola Sorcinelli e "Il mestiere" di Beppe Tufarulo, girato in Vallesina.
Le Marche approdano alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con un’identità sempre più definita: una regione con una straordinaria varietà del proprio patrimonio, divenuto una vera piattaforma per il cinema e l’audiovisivo in crescita. Ecco i panel e gli eventi che vedono Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission protagonisti al Lido di Venezia.
Sono aperte a partire da venerdì 28 agosto le iscrizioni per l’edizione 2026 di Shorts for My Future, iniziativa di pitching organizzata da APS Nie Wiem in co- progettazione con Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission, e con Accademia del Cinema Renoir e Road to Pictures Film APS, con la direzione artistica del regista e sceneggiatore Ciro D’Emilio (Un giorno all’improvviso, Per niente al mondo, Suburraeterna).
Marche Film Commission, in collaborazione con Piceni Art for Job, promuove i casting di comparse e protagonisti per il cortometraggio "Congratulazioni, Falliti!", diretto dal regista anconetano Davide Vassallo. Il progetto, vincitore del Bando di Produzione 2025, è realizzato con il sostegno di Regione Marche PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission.
Marche Film Commission promuove, in collaborazione con le case di produzione Subwaylab, Stella Polare Films e Sydonia Production, i casting di generici e figurazioni speciali per il film "Italia Germania '44", girato a settembre nelle province di Ancona e Macerata e realizzato con il sostegno di Regione Marche PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission.
Siamo stati a Jesi (AN) sul set della miniserie "Néo Kósmo - Nuovo Orizzonte", ispirata all’omonimo e pluripremiato cortometraggio sempre per la regia di Adelmo Togliani (2020), e prodotta da Santa Ponsa Film con il sostegno di SMI Group, realizzata con il contributo di Regione Marche PR FESR 2021-2027, Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission.